Eccola, l’America

La prima volta che l’ho vista, la città nuova – la più nuova delle città, l’ultima persino, la città definitiva – l’ho vista attraversando un ponte. L’ho vista attraverso il finestrino di un’auto veloce nonostante il traffico, l’autista un bassista tatuato con una passione per i Red Hot Chili Peppers. L’ho vista accaldata e stanca nell’afa … More Eccola, l’America

Me ne vado

Me ne vado in punta di piedi, perchè è l’unico modo in cui so andarmene. Se la città nuova fosse una casa, andrei via lasciando la luce accesa e la saracinesca su, cosi che nemmeno i vicini, se ci fossero, si accorgerebbero che sono andata via. I ladri sarebbero ingannati dai panni lasciati appesi ai … More Me ne vado

Dream, baby, dream

Maggio mi fa venire l’irrequietezza. Dev’essere la luce che rimane appesa in cielo fino a dopo cena – almeno per me, che da brava piemontese mangio presto, anche quando sono lontana da casa. Dopo mangiato guardo fuori dagli enormi finestroni che, da casa, mi fanno vedere i tetti della città nuova e le punte dei … More Dream, baby, dream

Surplus di vita

Stavamo seduti al tavolo di casa tua, quello con il piano in vetro che sotto ci infilavi ritagli e cartoline, articoli di giornale che parlavano di te. Fuori c’era Torino, buia delle sere d’inverno che arrivano presto, e c’era pioggia. Mi parlavi alla luce fioca della lampada a basso consumo che ci mette una vita … More Surplus di vita

“Tieni in moto la macchina della speranza”

Io sono fatta cosi. Ho di questi innamoramenti improvvisi. Oggi ho confermato il mio innamoramento per Woody Guthrie. “Woody” nasce Woodrow Wilson (come il presidente) Guthrie nel 1912.  Figlio di quella “Dust Bowl” (lunga serie di tempeste di sabbia e polvere) che ha devastato il Midwest americano negli anni Trenta del Novecento, Woody Guthrie è … More “Tieni in moto la macchina della speranza”