Shatter me, di Tahereh Mafi

Uno dei primissimi romanzi che lessi quando iniziai a collaborare con Sperling&Kupfer nell’autunno del 2009 è stato Shatter Me di Tahereh Mafi (all’epoca il titolo provvisorio era Touching Juliette). Il romanzo è tornato a far fibrillare la comunità di lettori YA quando l’autrice ha annunciato di stare lavorando su una nuova trilogia ambientata nello stesso universo. Ma Tahereh ha fatto parlare di sé anche per il matrimonio con lo scrittore Ransom Riggs, autore della serie di miss Peregrine e la sua casa per bambini speciali, celebrato in una libreria con un bouquet di fiori realizzati con pagine di libri.

Poveri libri, finire arrotolati come pseudofiori in un bouquet.

Il manoscritto, all’epoca, fu una piccola folgorazione, per me. Caspita, pensai, se la vita da lettrice “ufficiale” regala perle del genere, mi aspettano anni di meravigliose, appassionanti, imperdibili letture in anteprima! (Naturalmente sono stata smentita più e più volte, con gusto, dato che circa il 98% di quello che mi tocca leggere ha la tendenza a istigarmi al suicidio, e a farmi minacciare di non leggere mai più niente nella vita, nemmeno il libretto di istruzioni della lavatrice!) Ma nonostante il colpo di fulmine iniziale, non ho mai trovato il tempo di leggere gli altri capitoli della saga. Se è per questo, non ho neanche mai smesso di leggere. Il che la dice lunga su quanto poco sia credibile la mia parola.

La giovane Juliette non parla con nessuno e non tocca nessuno da 264 giorni. Juliette ha il potere di infliggere atroci sofferenze e persino la morte con il semplice tocco delle mani, e per questo viene isolata dal resto della popolazione. Nel suo mondo sull’orlo dell’apocalisse, in cui gli uomini hanno sfruttato e sprecato ogni possibile risorsa, un regime totalitario (The Reestablishment) si assume il compito di preservare l’umanità dalla distruzione. E proprio il malvagio capo del regime, Warner, dimostra un morboso interesse per i poteri di Juliette, e desidera usarla come arma per abbattere l’opposizione. Insieme ad Adam, amico di infanzia teneramente innamorato di lei e immune al suo potere, Juliette dovrà decidere quale posto occupare nel mondo: piegarsi al volere di Warner e accettare il proprio lato mostruoso, diventando un’arma di tortura nelle mani del regime; oppure lottare insieme ad Adam e alle altre persone “speciali” come lei per essere accettata e rendere il proprio mondo un posto migliore.

Il romanzo è appassionante e la lettura è scorrevole. Ho trovato molto efficace l’utilizzo di alcune parole o frasi barrate, come se la voce narrante (Juliette) avesse pensato di dirle, e poi avesse cambiato idea. Contribuisce a rendere l’atmosfera angosciante e a trasmettere il senso di abbandono, isolamento e insicurezza della prima parte del libro – infatti, progredendo nella narrazione, questa tecnica viene  progressivamente diminuita fino quasi a scomparire. Fortunatamente Rizzoli ha deciso di ripubblicare il romanzo con la copertina (meravigliosa) dell’edizione statunitense – perdendo però l’occasione di giocare con l’uso delle frasi sbarrate a differenza di HarperCollins (come mostra l’immagine in evidenza).

Lo stile e il linguaggio, specialmente nella parte iniziale, sono molto personali e insoliti (uso della ripetizione, di numeri, di immagini particolari). Molto tenera e romantica la storia tra i due protagonisti, in particolare la scena in cui Juliette capisce di poter toccare Adam senza fargli del male. La prima parte del romanzo è molto originale sia nel tono sia nella ambientazione, ed è decisamente efficace nella descrizione del personaggio principale. La parte centrale torna su forme e temi più tradizionali; la parte finale invece ricorda certe ambientazioni fantascientifiche (il rifugio sotterraneo dei ribelli, come in “Matrix”; il gruppo di persone con poteri straordinari, quasi dei supereroi) che possono risultare più faticose.

La serie di Shatter Me è pubblicata in Italia da Rizzoli.

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