Domeniche Blu, n° 15: DAJE!

Oggi ho scoperto che Zerocalcare, di nome di battesimo, si chiama come me e questo è già motivo di festeggiamento. Poi, era al Salone del Libro. L’ho visto. Gli ho pure fatto un sorriso.

Non sapete chi è Zerocalcare? Scopritelo qui. La domenica sera ha questo di buono, che ogni tanto il giorno dopo esce la nuova storiella di Zerocalcare.

Calcare mi piace per due motivi: uno, ricopiare il parlato scrivendo non è facile come potrebbe sembrare, e a lui viene bene e mi fa morire dal ridere; due, i riferimenti di pop culture sono, per una volta tanto, quelli della mia generazione e del mio bacino linguistico (ok, non dialettale, ma non si può avere tutto) e per una volta nella vita mi sento compresa. Ah, Calcare, ci sei passato anche tu.

Ad esempio: rosicare per il fatto che gli emo abbiano abbinato il ciuffo di capelli davanti agli occhi a “piagnistei adolescenziali scippandolo al suo legittimo portatore… Capitan Harlock, il pirata spaziale da sempre icona di ribellione e libertà”. Ma forse, soprattutto la risposta di Harlock: “è la combo che conta”.

(il resto della striscia lo trovate qui).

Oppure le mie infinite peregrinazioni con quella patetica scusa per una società ferroviaria che è trenitalia… fottuto pennuto saccente con un castoro morto in testa:

Quindi il blues della domenica sera me lo faccio passare pensando che magari presto arriverà la nuova storiella di Zerocalcare, e io potrò sogghignare di nascosto in biblioteca mentre faccio dignitosamente finta di lavorare. Oppure, ma non ditelo a nessuno, giocando ai videogiochi. Come dice Calcare, eravamo bravi a Supermario perchè “je davamo er sangue“, e dobbiamo impegnarci almeno altrettanto con i prodotti di nuova generazione. Quindi vado a distrarmi trucidando qualche orco (i draghi no, che mi mettono in soggezione). Daje, Calcà.

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3 thoughts on “Domeniche Blu, n° 15: DAJE!

  1. Il mio blues passa con la Penna Blu della domenica, quindi prima di rivolgerti un sorriso al Salone del Libro, mentre sarai assiepata da migliaia di fan, ti ringrazio qui ed in tempi non sospetti! Grazie 😉

  2. è semplice basta immaginare due tizi dai capelli lunghi e inanellati in posti bizzarri che si aggrovigliano attorno al banchino dove tu firmi copie del tuo ultimo libro, io ho un immagine vividissima proprio!

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