La mer… a bercé mon cœur pour la vie

Il primo pomeriggio di mare della stagione, e mi sento come se avessi trattenuto il fiato per tutto l’anno. Adesso, respiro.

Il mare a maggio è tutto quello che si potrebbe desiderare: è luminoso, grigioperla al mattino presto e blu cobalto al pomeriggio; è vuoto, che i turisti fastidiosi e gli adolescenti bercianti girano alla larga in questa stagione da vecchiette che mi si addice così bene; è silenzioso di quel silenzio accogliente e paziente, interrotto dallo sciabordio delle onde. Poi, per una come me che si gena a mettere in mostra le grazie (che poi, questa ossessione per il nudo da spiaggia: neanche fosse la fiera del bue grasso di Carrù), insomma per me questa stagione ancora freddina ha l’incomparabile vantaggio di permettermi di godermi sole, sale e sabbia senza dovermi togliere i vestiti. Ah, il buon vecchio pudore. La svestizione in spiaggia (non solo, veramente) per me è sempre un trauma.

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Eppure oggi, sotto questo sole che finalmente smette di nascondersi, sotto questo vento abbastanza forte da rendere limpido il cielo ma così dolce – oggi oso di più e per la prima volta quest’anno mi tolgo le scarpe e cammino scalza, per la prima volta scopro le braccia e le spalle bianche di un anno di biblioteche e di montagne trentine. Il sole mi bacia, mi chiude in questo abbraccio azzurro e oro che ho aspettato così tanto. Il mare gorgoglia a pochi metri da qui in questa lingua misteriosa che lo senti che ci sono delle parole dentro, se solo avessi il coraggio di lasciarti andare, di mollare gli ormeggi ed ascoltare.

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E il sole oggi mi sembra un amante trascurato che fa un po’ il sostenuto, all’inizio, e poi si scioglie quando capisce che sono qui davvero, sono a casa, che non me ne sono mai veramente andata. Fa tutto parte dello stesso abbraccio: la spiaggia come un torace ampio a cui appoggiarsi, il suo cuore che batte sotto la mia pancia e sotto il foglio su cui sto scrivendo; il sole mi bacia il collo e la schiena; il vento mi infila le dita tra i capelli, piano; il mare mi sospira all’orecchio e per una volta sono parole d’amore.

Questo è il momento che cercavo.

Mi sdraio qui ad ascoltare canzoni che hanno lo stesso suono delle onde quando si rompono sulla battigia.

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