Consigli di lettura, n° 12: una questione privata.

Avevo pianificato il consiglio di questa settimana immaginando di parlare di un’autrice a me molto cara, Tove Jansson. I suoi libri mi sono sempre sembrati adatti a questa stagione, in cui le sere iniziano ad allungarsi e diventano perfette per godersi una bella favola, seduti sul balcone nell’aria già tiepida, mentre nel giardino si intrufola il blu del crepuscolo.

Ma poi un paio di settimane fa sono andata al teatro Regio a sentire Alessandro Baricco, che amavo alla follia quando andavo al liceo, e crescendo ho perso per strada. Rivederlo, risentirlo parlare, mi ha ricordato delle cose di me che mi ero dimenticata. Era una bella sensazione, e avrei voluto condividerla infilandola in un consiglio di lettura. Quindi Tove Jansson slittava di una settimana, e avanti con Baricco.

Ma avete presente che giorno è oggi?

163592_10201152707803856_165178726_n

Non mi andava di consigliare piccoli troll svedesi o pittori strampalati che dipingono il mare con l’acqua di mare – non il 25 aprile.

Così mi sono lambiccata il cervello per tutto il giorno per riuscire a individuare un romanzo che avesse in qualche modo a che fare con la Resistenza e che fosse sufficientemente rappresentativo. Confesso di aver letto molti romanzi legati a vario titolo alla seconda guerra mondiale, ma considerata la mia tendenza anglofona, pochi erano italiani o avevano a che fare con l’Italia.

Il migliore in assoluto, per me, è “Una questione privata” di Beppe Fenoglio. E no, non solo perchè è un (quasi) compaesano. E neanche perchè era anglofono pure lui (un po’ sì, è anche per questo, lo ammetto).

E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull’ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l’importante: che ne restasse sempre uno. Scattò il capo e acuì lo sguardo come a vedere più lontano e più profondo, la brama della città e la repugnanza delle colline l’afferrarono insieme e insieme lo squassarono, ma era come radicato per i piedi alle colline. – I’ll go on to the end. I’ll never give up.

L’ho già detto, ma lo ripeto perchè it bears repeating: nessuno ti sa raccontare Fenoglio come Baricco (ed ecco che i conti tornano). Baricco racconta Fenoglio qui. Ma Baricco racconta un Fenoglio diverso dal mio: il mio Fenoglio è quello che scrive le frasi metà in italiano e metà in inglese, proprio come succede a me a volte. Il mio Fenoglio è quello che racconta il tormento e l’ossessione del giovane partigiano Milton che cerca ad ogni costo di organizzare uno scambio  di prigionieri con i fascisti per recuperare l’amico Giorgio. Ma Milton non vuole ottenere la liberazione di Giorgio per salvare un compagno partigiano: a Milton interessa sapere da Giorgio se c’è stato qualcosa, prima della guerra, tra lui e Fulvia, la ragazza amata da Milton stesso. In questo modo la Resistenza scivola, quasi sottovoce, in una faccenda del tutto personale – una questione privata – tanto che, nel coraggiosissimo finale, non importa più scoprire quale sia il destino di Milton: il nodo centrale, il dubbio circa la liaison tra Giorgio e Fulvia, sembra già essere stato risolto, il cuore di Milton è già morto, quindi che importa se anche il corpo verrà ucciso o meno. Con la sua lingua dura e precisa e sporcata qua e là di un dialetto che mi riporta a casa, Fenoglio mischia la dimensione eroica della Resistenza con la dimensione di strada, di piazza di paese, di sospiri alla finestra per un cuore spezzato mentre intorno succede il finimondo. A me sembra che Fenoglio sia uno scrittore coraggioso, nelle scelte linguistiche come in quelle di struttura e di temi. Un po’ di coraggio dovremmo metterlo anche noi lettori.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...