Consigli di lettura, n° 9: Alla ricerca del piacere.

Immagino che la colpa sia mia: ho quel pudore un po’ vecchio stile di certe madamine piemontesi che certe cose nemmeno le pensano, perchè “non sta bene”. Così quest’estate quando ogni telegiornale, radiogiornale, blog “libresco” (che “letterario” proprio non me la sento di dirlo), volantino del reparto libri del supermercato eccetera ci propinava le 50 sfumature di stocavolo millantando il nuovo fenomeno editoriale dell’estate, a me è venuta una leggera orticaria. Beninteso: non ho niente contro le fanfiction. E nemmeno contro la letteratura erotica in sè (sa dare certe soddisfazioni, devo ammettere). E neanche, se proprio ve lo devo dire, contro certi “fenomeni editoriali” (scusate le virgolette, mi scappano: è come una smorfia involontaria mentre parli): se l’editoria è comunque un mestiere e la lettura comunque intrattenimento, inutile che facciamo tanto gli snob. Ci sta.

Se poi volete farmi contenta e leggere altro, fatevi consigliare qui.

Ma ci son alcuni sassolini che ancora non mi sono tolta dalle scarpe, riguardo a questa valanga di pseudoerotismo che faceva venire le caldane alla mia vicina di ombrellone (avreste dovuto vederla, bontà sua, quarant’anni e due figli e faceva certe facce, leggendo, che mi imbarazzavo io per lei. Eppure si è sciroppata tutti e tre i volumi in pochissimi giorni, intervallati da qualche pagina di Cosmopolitan o di Donna Moderna quando la faccenda si faceva troppo hot) e a migliaia di altre donne come lei, si vede, dato che il genere si è guadagnato l’etichetta “mummy porn”, il porno che piace alle mamme.

Per esempio: ma possibile che le protagoniste di romanzi erotici si sentano investite della missione di salvare a tutti i costi il bad guy? Può essere una cosa semplice come un tizio che corre dietro a ogni gonnella, ma anche roba seria come abuso di droghe pesanti, favoreggiamento della prostituzione, violenza verbale e botte. Eppure, il ragazzo cattivo tende ad essere un amante straordinario. Per cui la protagonista di turno (che poi data la profondità della caratterizzazione, potrebbe essere sempre la stessa: mediamente artistica, mediamente svagata, bella di quella bellezza semplice, acqua e sapone, bella senza sapere di esserlo, ingenua e inesperta nella vita di tutti i giorni ma miracolosamente un ciclone tra le lenzuola), avendo finalmente trovato un delinquente che la soddisfa sessualmente, decide di salvare il delinquente da se stesso, giurandogli fedeltà eterna qualunque cosa accada e misteriosamente tentando di salvarlo attraverso – ovviamente – il sesso. E si tratta di roba imbarazzante: in uno degli ultimi che ho letto lei va a casa di lui, lo trova impegnato a farsi soddisfare da un’altra, lei scappa, lui la rincorre e lei lo bacia. Non contenta, lei accetta di andare in gita in barca su un lago in pieno inverno con lui, l’altra gli telefona, lei chiede chi sia e lui si arrabbia, lancia la barca a tutta velocità scaraventando lei nell’acqua ghiacciata del lago Michigan a gennaio. La ripesca, la porta a casa e seguono svariate pagine di sfumature piuttosto esplicite. Dico, TI HA FATTO CADERE NEL LAGO e il tuo primo pensiero è DARGLIELA? Ma un minimo di self respect? Il che mi porta alla seconda perplessità: va bene cercare di salvare gli insalvabili, perchè qualcuno può anche avere la sindrome di Madre Teresa (meno male che lei adottava tecniche diverse per salvare i suoi), ma farsi maltrattare? E la cosa che davvero mi inquieta è che per ogni comportamento abusivo o scorretto del protagonista maschile, la protagonista femminile ha sempre, subito, pronta una scusa o una giustificazione. “Eh poverino”, dice, “mi tratta come una pezza da piedi, ma io posso guarirlo, aiutarlo, salvarlo”. Sai una cosa? No. Non puoi. Non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato e mediamente ti meriti ti meglio. E soprattutto, diceva qualcuno, gli uomini non cambiano.

Quindi. Finito il momento lamentela, arriva il consiglio. Volete sentirvi spericolati e farvi venire quel calorino nella pancia? Leggete Alla ricerca del piacere, di Richard Mason. Confesso di essere rimasta perplessa quando ho scoperto che Mason, autore di meraviglie come Noi e Anime alla deriva, aveva deciso di scrivere un romanzo erotico. Il libro racconta la storia di Piet Barol, un giovane spiantato che fa il proprio ingresso nell’Amsterdam della belle époque con il proposito di farsi strada, nella vita, grazie alla propria più grande risorsa: il fascino, da cui nè uomini nè donne sono immuni. Piet inizia a lavorare come precettore presso la ricca famiglia Vermeulen-Sickerts, e presto inizia a trascorrere molto più tempo con la madre che con il figlio a cui dovrebbe insegnare… Certo la trama non brilla per originalità (ma vogliamo parlare della stagista che seduce l’amministratore delegato? vi prego). Ma due elementi distinguono il romanzo di Mason dall’onda di pseudoerotismo da cui siamo travolti: una leggerissima, ma sempre presente, autoironia nella descrizione di Piet e delle sue, ehm, imprese; e soprattutto, l’estrema eleganza della prosa di Mason. Lui sa essere come le ballerine: lo vedi che c’è un lavoro infinito, dietro, e una fatica da toglierti il fiato, ma il vero talento lo fa sembrare effortless – come se non ci fosse nessuno sforzo.

Che poi, non fa nemmeno male agli occhi.
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2 thoughts on “Consigli di lettura, n° 9: Alla ricerca del piacere.

  1. Gentile Penna Blu,
    la invito ad assaporare le atmosfere che regala “Jules e Jim” – alludo al libro di Henri-Pierre Roché e non al pur meraviglioso film di Truffaut – lasciandosi condurre nel vortice di sensualità ed erotismo proposto da queste pagine della metà del secolo scorso, in cui non compare mai la parola “sesso”.
    Se poi non ha nemmeno mai visto il film, può essere interessante farlo seguire alla lettura del romanzo, ma in questo caso le suggerisco una piacevole compagnia per la visione.
    Affettuosi saluti da un suo fedele lettore.

  2. “Lui: Mi drogo, bestemmio, picchio i bambini e non ti cago.
    Lei: Ti amo !
    Lui: Mi faccio il culo quattordici ore di seguito per mantenerti e ti cago.
    Lei: Ti lascio per un tossicomane che non fa un cazzo tutto il giorno, che bestemmia e picchia i bambini.” (il grande Elio).
    Ci stava, nella prima parte del tuo pezzo, questa citazione…

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