Domeniche Blu, n° 7: If you ever go across the sea to Ireland…

L’Irlanda per me non è solo un bel posto dove andare in vacanza. Non è nemmeno solo il posto in cui dico sempre che vorrei andare a vivere senza mai avere il coraggio di farlo. Per me, l’Irlanda è l’inizio di tutto: il primo passo che ho fatto da sola nella mia vita. Non c’è niente al mondo, fino ad ora, che possa reggere il confronto con quella sensazione di assoluta libertà, di possibilità infinite, di stupore persino – stupore di esserci riuscita, di avere una cosa che fosse solo mia e di nessun altro, e di essere proprio io quella lì, con i capelli nel vento e il vento talmente forte che sembra soffiarmi nel cuore.

La “mia” Irlanda non ve la posso spiegare perchè non mi basterebbero dieci libri, altro che lo spazio di una domenica. Oggi, però, che è San Patrizio, vi regalo questi pezzi d’Irlanda: una traccia, un’esca quasi, per lasciarsi catturare dalla magia che in Irlanda, ancora, esiste.

Ad esempio, qui trovate un divertente sito introduttivo, Ireland 101: si possono rintracciare gli antenati irlandesi, rispondere a quiz di storia e tradurre il proprio nome in gaelico. Ad esempio, non per significato ma per assonanza fonetica, l’espressione più simile al mio nome, in gaelico significa “mia moglie”. Giuro.

Se invece volete approfondire di più, potete andare qui e imparare tutto su divinità, fate, leggende e tutto quello che riguarda la ricchissima mitologia irlandese.

Certo, il modo migliore di farsi raccontare queste cose, è dalla penna di Lady Augusta Gregory e la sua raccolta “Irish Myths and Legends“, ancora oggi un testo di riferimento. Oppure cercare l’Irlanda un po’ caciarona dei Commitments di Roddy Doyle, o quella tormentata di Joseph O’Connor, o quella divertente (in apparenza) della mia dorata Marian.

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Oppure potete andare qui, e immaginare di esserci davvero, in Irlanda.

E con questa guida a un perfetto accento irlandese, potreste quasi passare per “locals”. Che a quanto pare un accento irlandese può tornare utile, with the ladies:

E poi cullatevi con la voce calda e bellissima di Van Morrison che si appropria di questa splendida poesia di Patrick Kavanagh, intitolata “Raglan road”:

On Raglan Road on an autumn day
I saw her first and knew
That her dark hair would weave a snare
That I might one day rue.
I saw the danger, yet I walked
Along the enchanted way
And I said: “Let grief be a falling leaf
At the dawning of the day”.

Che poi a ben pensarci, forse, più che farmi passare il Sunday Blues, pensare all’Irlanda lo peggiora un po’. Ma mi tengo stretta questa malinconia e oggi più che mai mi sento un po’ irlandese anche io.

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