Consigli di lettura, n° 4: Indignez-vous

Oggi prendetevi due ore per farvi un regalo.

Il regalo è questo: ritrovare quella voglia di cambiare il mondo e di lasciare il segno che avevamo a quindici anni, quando pensavamo che impegnandoci tanto e credendoci dal profondo del cuore ci saremmo riusciti.

Personalmente, l’ho persa. Non la voglia, ma la fiducia. Oggi credo che se davvero ci sarà un futuro per cui vale la pena di lottare, io e la mia generazione lo abbiamo già perso. Abbiamo saltato il giro, stretti in mezzo a chi ha avuto troppa ingordigia prima di noi e spintonati da chi vuole sostituirsi agli ingordi di prima per prendersi il poco che è rimasto, prima che finisca.

Bastano due ore per leggere questo libretto e ricordarsi che ci si indigna, si lotta e ci si impegna non per noi stessi: noi avremo anche saltato il giro, ma combattiamo adesso perchè non lo debbano saltare i nostri figli, i nostri cugini più piccoli, i ragazzini che escono da scuola e intasano la strada davanti al mio ufficio – o anche le persone che, senza fare caso all’età, continuano a crederci. Non è una gara ad accaparrarsi qualcosa, è il passaggio di un testimone.

Mi ricordo il giorno in cui Hessel è venuto a parlare a Torino, nell’ambito di Biennale Democrazia. Non credo sia un caso che così tanti miei amici torinesi ricordino quest’uomo con tale affetto, oggi che è mancato. Ha lasciato il segno: ci ha passato il testimone.

E se non possiamo fare altro, per ora, che cominciare a leggere – leggiamo. E indignamoci.

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