Consigli di lettura, n° 3: “Le ho mai raccontato…?”

Ci si può davvero innamorare senza incontrarsi mai?

Mi veniva in mente questa domanda mentre leggevo il romanzo di Daniel Glattauer, “Le ho mai raccontato del vento del Nord”. Ma poi, scriversi non è forse un modo di incontrarsi? “Scrivere è baciare, solo senza labbra“, sostiene l’autore. E forse in amore ogni incontro, ogni collisione, per quanto rubata a una vita che si occupa di tutt’altro, vale.

Si sarà capito che io ho questa passione per i romanzi epistolari. Non l’ho fatto apposta, lo giuro, ma al terzo libro che consiglio mi accorgo che si tratta, ancora una volta, di un epistolario. Sui generis, certo, ma comunque.

Succede così: Emmi vuole disdire un abbonamento a una rivista, ma la sua colorita mail di disdetta finisce per sbaglio nella casella di un certo Leo. Leo, invece di cestinarla come se niente fosse, le risponde.

Basta così poco, alla fine. Rispondere a un messaggio, restituire uno sguardo.

Una email dietro l’altra, i due diventano prima amici, poi confidenti, poi amanti “virtuali”, amanti che giocano a nascondersi dietro lo schermo di un pc, che organizzano incontri al caffè senza avere però il coraggio di rivelare la propria identità, di farsi riconoscere, di farsi vedere. Ed è una rincorsa dal ritmo agitato, spezzato e subdolo come un battibecco via email, che forza i silenzi e carica le parole e non si può risolvere con un bacio. E ci si innamora, così, di nascosto.

Avevo comprato questo libro al Salone di Torino, anni fa. L’avevo scelto (per quali ragioni si sceglie un libro? Più misteriose ancora di quelle che ci portano a scegliere un amante) per la copertina, per il titolo da sciocche sentimentali come me. La copertina è perfetta, il vento che sposta i capelli a coprire il viso così che anche i lettori, come Leo ed Emmi, non possano vederlo – vedersi. L’ho letto d’un fiato, in una notte, tenuta sveglia dal batticuore e accoccolata sul letto nella mia casetta di via Varazze che amavo alla follia, sbirciando dalla finestra i clienti che di soppiatto entravano al Cine Spezia, di sotto, uno degli ultimi cinema a luci rosse di Torino. Quindi vi regalo anche questo, oltre al consiglio di leggere il libro: l’augurio di leggerlo allo stesso modo, nell’abbraccio di un posto amato.

Poi la smetto con le sdolcinerie, promesso.

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4 thoughts on “Consigli di lettura, n° 3: “Le ho mai raccontato…?”

    1. Guarda, sinceramente? In certi punti questi due sono un po’ irritanti. Ma il romanzo è costruito in modo tale che non si riesce a smettere di leggere. (credo di averti mandato una mail) e grazie per la fiducia 🙂

  1. Il mio primo incontro con Glattauer è stato a dicembre, quando per lavoro ho dovuto leggere “Per sempre tuo”: un racconto che si propone di trattare un tema originale come lo stalking, ma appesantito da una narrazione noiosa, piatta e da una trama deludente.
    In libreria non l’ho consigliato a nessun cliente e la piletta del romanzo sul tavolo delle ultime uscite non ha subito abbassamenti.
    Pensavo di aver archiviato definitivamente il signor Glattauer fra gli autori indesiderabili, quando la settimana scorsa, navigando sul web alla ricerca di qualche buon consiglio di lettura, sono incappata sul tuo blog (davvero ben tenuto) e ho letto questa tua recensione sul suo primo romanzo.
    La trama mi ha incuriosita subito: anch’io adoro i romanzi epistolari e in particolare mi incanta il concetto dell’amor de lonh. Mi sono resa conto che forse ero stata un po’ troppo dura col povero Daniel e su tuo indiretto consiglio ho deciso di dargli un’altra possibilità.
    Ho letto “Le ho mai raccontato del vento del Nord?” tutto d’un fiato e non vedo l’ora di buttarmi a capofitto sul seguito (anche se temo che, come spesso capita con i sequel, non sarà all’altezza del primo).
    Grazie. Da parte mia. E forse anche del signor Glattauer.

    1. Ti ringrazio moltissimo per la fiducia: è una grande responsabilità consigliare un libro a qualcuno che poi lo legge davvero, ma quando il consiglio è azzeccato, che soddisfazione! Non ho letto altro di Glattauer se non questo e il seguito, e ti devo dare ragione, il sequel ha una buona premessa ma a me è sembrato un po’ deludente. Grazie, in ogni caso, per la fiducia e per le tue bellissime parole. Fammi sapere che cosa pensi del seguito…

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