Le nipoti di Mubarak

Mi capitano delle cose che mi vergogno persino a raccontare, talmente sono incredibili. Tempistiche, poi, che non vi dico. Il Destino, se esiste, si sta facendo grasse risate a mie spese.

Per dire: mi han richiamata da un posto per cui avevo fatto domanda due anni fa. Poi mi han detto Scusi sa, abbiam cambiato idea. (Io nel frattempo avevo già cambiato casa e taglio di capelli, ovviamente, perché non mi farò mai furba).

Mia mamma che è saggia mi ha detto Sai, le nipoti di Mubarak sono ovunque. Magari una nipote di Mubarak ti è passata davanti.

Io, coi miei capelli biondi e gli occhi chiari, posso millantare di essere nipote di tanti ma di Mubarak proprio no. Peccato.

Il massimo che mi posso permettere è di vantarmi di essere nipote di ABC, Nonno A per tutti i bambini del mio paese e della mia generazione che andavano al circolo Fides a imparare le canzoni dello Zecchino d’Oro. Solo che per noi, poveri campagnini, zecchini non ce n’erano: c’era solo la fabbrica di cioccolato del paese che regalava ai piccoli cantori del Canavese un gianduiotto da mezzo chilo. Quindi si chiamava il Cioccolatino d’Oro. Mio nonno si faceva chiamare Nonno da tutti i bambini del coro e io ero gelosa da matti. Magari anche loro, adesso, trovano lavoro facendo cadere dall’alto di essere (falsamente) nipoti suoi.

Mio nonno faceva il vigile urbano molto prima che io nascessi, ed è per questo che ha aggiunto la “C” all’acronimo del suo nome: C come Civich, in piemontese. Mio nonno, che cantava e ballava e suonava la fisarmonica, era diventato Gran Maestro della Balera – chiamata, dal suo acronimo appunto, ABC Danze. Lo farò presente, al prossimo colloquio: mio nonno è stato Gran Maestro della Balera e presidente della banda del paese. Hai capito, Mubarak? Presidente della pro loco. Aveva creato il gruppo folkloristico e inventato, insieme ad amici, le maschere tradizionali del nostro carnevale: i Conti, che non sto qui a raccontarvi perché son noiosi e adesso altri si sono appropriati di quella storia, e soprattutto i Rané. Come a Pecetto ci sono le ciliegie, e quindi la maschera tipica locale si chiama la Bela Ceresera, al mio paese c’erano solo paludi e rane e quindi abbiam inventato la Bela Ranera. O meglio, mio nonno l’ha inventata. Dovrei scriverlo nel curriculum, che sono stata Bela Ranera (con due favolosi Rané, per giunta). Bela Ranera, carica istituita dal mio noto avo e passata di generazione in generazione nella mia famiglia, in piena tradizione nepotistica italiana. Magari questo mi aiuterà a non farmi soffiare il posto da altre illustri nipoti, al prossimo colloquio.

Le mani di mio nonno
Le mani di mio nonno

Racconterò di come mio nonno, adesso che è vecchio e malato, invece di farsi scalzare dai rivoluzionari come Mubarak va a cantare all’ospizio, il sabato pomeriggio, che anche se lui non riesce a suonare la fisarmonica o a ballare, canta: la musica nella nostra famiglia esce da tutte le parti. Racconterò lo sguardo ammirato del mio amico rugbysta quando mi ha detto Che sprint, Nonno A, vedendolo camminare faticosamente con le sue stampelle traballanti, ma senza fermarsi. Che mio nonno si impunta, mica lascia perdere. Che se la primavera araba l’avessero fatta al mio paese, sarebbe fallita. Nessuno lo scalza, Nonno A.

Se assumiamo le nipoti di qualcuno invece di altre ragazze di cui non conosciamo la famiglia, il motivo dovrebbe essere che buon sangue non mente. Che una briciola di quello spirito combattivo, di quella dedizione e di quella forza di vivere dovrei averlo ereditato anche io, nel mio DNA ingarbugliato che non serve a niente. O almeno, averlo imparato da lui, nei lunghi pomeriggi che passavamo insieme nel suo orto (lui a lavorare, io a mangiare il ribes di nascosto), nei piatti di minestra che mi preparava tutte le sere fino a quando non ho imparato a prepararmela da sola.

Dirò questo, al prossimo colloquio. Dirò: Vedete di chi son nipote io?

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2 thoughts on “Le nipoti di Mubarak

  1. Sei la nipote di qualcuno che lasciava rubare le ciliege anche a me, e che mi ha sempre trattata come un’altra nipote, e non solo come un’amica 🙂

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