Cara Torino

Cara Torino, adesso sarebbe anche ora di farmi un regalo. Un regalo piccolo, una sciocchezza, un dono d’addio. Sai che non chiedo molto. Sai che sono sempre stata pronta ad andarmene, che mi riempivo gli occhi di te ogni volta che potevo, ma non ho mai detto No quando era ora di partire. Eppure non ti ho mai tradita. Mi riempivo il naso dei tuoi odori e la bocca dei tuoi dialettismi e lasciavo che i miei occhi ti dicessero addio – ma il mio cuore, mai ti avrebbe detto addio.

E’ il momento di farmi un regalo, adesso, Torino mia amata, con i tuoi portici che riparavano il re dalla pioggia e i tuoi caffè abitati da poeti e scrittori e signorine golose, con le tue mattine nebbiose e gelide negli anni del liceo. Torino, io ti ho abitata poco ma ti ho vissuta tanto, ho visto la tua lingua cambiare e diventare cosmopolita, ti ho vista grigia di pioggia e curva sotto la neve e bianca e verde nel sole, ti ho vista vestita da olimpiade, ti ho vista deserta il mattino alle sei e poi brulicante di gente che va al lavoro, di gente che protesta, di ragazzi che si baciano, di studenti che si rincorrono, di giovani dagli abiti costosi che bevono aperitivi nelle tue piazze, di turisti che ti scoprono come si scarta un regalo. Il regalo che adesso tocca a te farmi.

Torino, che sulle tue panchine Pavese chiedeva a Nanda di sposarlo, io non ti chiedo questo, nessuna promessa di sposalizio: solo ti chiedo uno sguardo, tu sai quale, lo hai sempre saputo perchè lo sfondo eri tu. Uno sguardo, un pomeriggio di sole che avrò sciolto i capelli, magari, un pomeriggio che passeggerò sovrappensiero in piazza Castello, appena uscita dall’abbraccio dei tuoi portici, fammi incrociare uno sguardo.

Solo uno sguardo ti chiedo, non una storia d’amore (potrei, ma ho deciso di essere morigerata), nemmeno una parola, se non vuoi. Certo, a sentirti generosa, potresti far inciampare i suoi passi nei miei in modo che mi debba dire Scusi, oppure Permesso. Che nemmeno mi ricordo più che suono ha, la sua voce, magari ha una voce orrenda, ma nella mia testa è velluto. Ma non importa saperlo, mica chiedo così tanto. Uno sguardo, Torino. Uno sguardo prima un po’ stupito, poi quasi di riconoscimento, poi innamorato, e alla fine di nostalgia, mentre mi giro e me ne vado – come guardo te, quando torno a trovarti.

Lascia che i miei occhi si riempiano dei suoi prima di dirgli addio (il mio cuore forse non riuscirà a dirlo, ma i miei occhi sì, loro sono allenati). Lascia che, scivolando su di me, il suo sguardo per un attimo si impigli nel mio. Mi farà ricordare chi ero, quando avevo appena vent’anni; mi farà tornare in mente la strada che ho fatto, i sogni che ho custodito con gelosia fino al giorno in cui misteriosamente me li sono fatti scappare di mano. Il suo sguardo mi svelerà a me stessa, mi vedrò attraverso i suoi occhi, io lo so, Torino, non chiedermi come faccio a saperlo, lo so: in quel momento non ritroverò forse la strada, ma almeno la forza di cercarla; mi ricorderò chi ero – e posso ancora diventare.

Torino con il tuo modo discreto di essere bella – la più bella – che tanto si sa che lo sei, e non hai bisogno di metterlo in mostra; Torino con i tuoi editori e la tua storia letteraria e tutte le tue librerie e i tuoi libri sotto i portici; Torino, che ti ho amata così tanto e ancora di più adesso che vado via e vedo quanto poco le altre città possono competere con te, lasciamelo incontrare per un minuto, di sfuggita, mentre attraversa la strada di fretta, io che da ragazzina sognavo di farlo innamorare di me. Portarmi via il suo sguardo sarà come portarmi via te, chiusa in tasca come un biglietto con parole d’amore. E poi ritrovare la strada di casa.

(foto a cura di luci&ombre2009, Patrick Gysen e Maurilio Quadrana)

Annunci

4 thoughts on “Cara Torino

  1. Nella mia vita tutte le volte che ne ho avuto davvero bisogno, si è materializzato un segno di addio, la fantasia si è fatta realtà per consentirmi di sigillare un capitolo ormai chiuso o di ripulire una ferita dimenticata. Mai come lo avevo immaginato ma è sempre accaduto. Spero che Torino ti sorprenda 🙂

  2. Le tue “storie” mi trasportano magicamente in un’altra realtà, in un’altra vita… mi immedisimo sempre e questa volta soffro la nostalgia come il tuo “personaggio”…anche se sarai più lontana, continua a regalarmi mondi nuovi con le tue mani!!! Grazie!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...