Tanti auguri a me

“Well I’ve been afraid of changing, ‘cause I’ve built my life around you
but time makes you bolder, even children get older,
and I’m getting older, too.” (Landslide, Fleetwood Mac)

Quattordici anni fa, il primo compleanno trascorso fuori casa.

Quattordici anni fa il primo compleanno in Irlanda, e sembrava l’inizio di tutto, il Destino che si srotolava riverente ai miei piedi. Quattordici anni fa ascoltavo questo:

e gli U2 nemmeno sapevo che fossero irlandesi (ma ho recuperato in fretta, con svariati pellegrinaggi a casa di Bono). Quattordici anni fa l’Irlanda che leggevo era quella bigotta e ottusa e paralizzata di Joyce, e non riuscivo a conciliare le sue parole stanche con la luminosità che vedevo intorno a me, negli occhi della gente, nella pioggia, nei colori riflessi sull’acqua del mare che costeggiavo in treno per andare e tornare da scuola. Poi ho scoperto l’Irlanda magica e scintillante e racchiusa in un eterno crepuscolo, descritta da Yeats e Lady Gregory e allora ho pensato Ah ecco, mi sembrava.

Quattordici anni fa per andare in Irlanda prendevo l’aereo per la prima volta con un gruppo di persone che non avevo mai visto tranne una, ed ero così stupida che pensavo che se anche l’aereo fosse caduto (cosa che non escludevo) almeno sarei morta vicino a quella persona lì, che poteva anche andarmi peggio e potevo essere sola in mezzo a sconosciuti e invece c’era qualcuno a cui volevo bene.

Quattordici anni fa l’Irlanda era la mia prima esperienza di me come individuo, come prima persona singolare. Staccata dalla famiglia, in mezzo a persone che non conoscevo, con una lingua che era ancora straniera e che parlavo appena, senza i cellulari e senza internet, ero me stessa ed ero da sola per la prima volta e non mi ero sbriciolata, non avevo fallito, non ero precipitata nel vuoto: ero viva. Per la prima volta ero io ed ero viva. Quattordici anni fa il mio compleanno mi sembrava l’inizio di tutto.

Quattordici anni fa, oggi, sono metà della mia vita. E la strada per quell’Irlanda lì, per quella me stessa lì, non so più se riesco a trovarla.

E adesso diamo il via ai festeggiamenti.

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One thought on “Tanti auguri a me

  1. Il cammino è fatto anche di cadute, più si è grandi più sono dolorose ma non vale la pena di perdere la strada neppure nei giorni infausti dei bilanci di compleanno! Buon cammino e tanti auguri, a guardare con attnione arriva sempre qualcosa di nuovo da festeggiare!

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