Preparazione spirituale, parte II

Un altro dei possibili modi per prepararsi spiritualmente all’esperienza mistica di un concerto di Springsteen è, ad esempio, quella di mettersi in mezzo a uno degli eterni dibattiti tra springsteeniani: ma Terry (numero 8), è un uomo o una donna? E Bobby Jean (12)? Bobby è un nome da maschio, Jean da femmina, un po’ come quelli che da noi si chiamano Carlo Maria, per dire. E allora giù di discussioni che non vi dico, Terry insomma è maschio o è femmina? Backstreets parla di amicizia ma anche d’amore tradito, di balli lenti sulla spiaggia, sarà mica un maschio, c’è persino chi dice che Terry e la ragazza cui si fa riferimento indiretto nel testo siano due persone diverse, a che punto arrivano gli sforzi esegetici degli springsteeniani.

(La mia personale interpretazione è che Terry sia una femmina e Bobby Jean un maschio. Ma sono solo io).

Poi l’abbiamo già detto in tanti, forse la cosa bella è proprio l’ambiguità, il non sapere, perchè così Terry può essere chiunque, l’amico del mare o la sorella del tuo compagno di squadra che ti piaceva alle medie. Ognuno può leggerci qualcosa e pensare che con quella canzone Bruce stesse parlando proprio di noi. Ma la più bella descrizione di Bobby Jean che io abbia mai letto si trova qui, perciò lasciatemi parlare di Terry.

Che io, Backstreets, la ascolto pochissimo perchè ogni volta che la sento mi prende come a schiaffi, talmente è una canzone forte. E no, non è l’effetto “wall of sound”: è il carico emotivo del ringhio di Bruce nel live di Hammersmith ‘75 che sembra che mi prenda per la collottola, proprio a me, e mi scuota e mi dica “ma perchè non mi hai voluto dare retta, scema”. E scelgo il verbo al passato perchè è il passato che domina, in Backstreets, un passato che non si può replicare perchè già sconfitto. Si sente persino dall’attacco del pianoforte (definito “epico”), che non finirà bene. “One soft infested summer” dice Bruce, e come puoi tradurla in italiano una espressione così? Soft come la soft summer rain di Jungleland, e infestata da che cosa? Da dubbi che si annidano come scarafaggi?

One soft infested summer, me and Terry became friends, trying in vain to breathe the fire we was born in” e l’errore di grammatica, quel “was” al posto di “were“, la rende ancora più dura, più di strada. A cercare passaggi verso la periferia, continua Bruce, la fiducia stretta tra i denti, a dormire nella casa abbandonata sulla spiaggia, devastati nel caldo di questa estate che allora tanto soft non era. A nasconderci nelle strade secondarie, dice, e poi, il primo capolavoro: “with a love so hard, and filled with defeat“. Con un amore così duro (duro come la grammatica sbagliata perchè si impara più in un disco da tre minuti che a scuola) e pieno di sconfitta. Running for our lives, at night, on them backstreets.

E poi eccoli, i balli lenti, sulla spiaggia a Stockton’s Wing, insieme ad amanti disperati e Duke Street Kings, accoccolati in macchina ad aspettare che suoni la campana, nel cuore della notte, “to set us loose from everything” per tagliare i legami con tutto il resto.

Avevamo giurato di essere amici per sempre, in queste strade secondarie, avremmo affrontato tutto insieme. E di nuovo il passato, il periodo ipotetico dell’irrealtà che simboleggia, ancora una volta, la sconfitta, l’amicizia o l’amore che sai che finirà male. E vai avanti ad ascoltare lo stesso però perchè la cosa importante non è come va a finire: è il fatto che ancora una volta parla di te. E ti parla con una intensità e una sincerità tale che non ti puoi tirare indietro, nemmeno quando, dice Bruce, di notte, a volte senti l’intera città che piange, tra i ballerini che raccolgono le lacrime dal marciapiede e una tristezza che più che uno stato d’animo è una condizione esistenziale. E la sconfitta, colpa di chi?

Dai la colpa alle bugie che ci hanno ucciso, dice Bruce, alla verità che ci ha investiti; puoi dare la colpa di tutto a me, Terry, non mi importa più adesso. Non rimane più niente da dire: ma ho odiato lui, e ho odiato te quando te ne sei andata.

Poi c’è un intermezzo che è talmente teso e tagliente che io, personalmente, se lo ascolto mentre faccio altro mi devo fermare. E torna Terry, sdraiata nel buio come un angelo, la testa appoggiata sul petto, “just another tramp of hearts crying tears of faithlessness“, che ci sono delle frasi così concentrate a volte che tradurle è quasi uno sgarbo. Solo un’altra vagabonda da un cuore all’altro, che piange lacrime di infedeltà.

Ti ricordi tutti quei film, chiede Bruce, che andavamo a vedere cercando di imparare a camminare come gli eroi che pensavamo di dover diventare? E poi, dopo tutto questo tempo, dopo aver dovuto accettare questo amore pieno di sconfitta, il colpo di grazia: scoprire che non siamo niente di speciale, che siamo proprio come tutti gli altri, smarriti nel parco, forzati a confessare di esserci nascosti nelle backstreets.

One soft infested summer me and Terry became friends,
Trying in vain to breathe the fire we was born in
Catching rides to the outskirts, tying faith between our teeth,
Sleeping in that old abandoned beach house, getting wasted in the heat
And hiding on the backstreets, hiding on the backstreets
With a love so hard and filled with defeat
Running for our lives, at night, on them backstreets.

Slow dancing in the dark on the beach at Stockton’s Wing,
Where desperate lovers park we sat with the last of the Duke Street Kings
Huddled in our cars, waiting for the bells that ring
In the deep heart of the night to set us loose from everything,
to go running on the backstreets, running on the backstreets
we swore we’d live forever, on them backstreets we’d make it together.

Endless juke joints and Valentino drag,
Where dancers scraped the tears up off the streets dressed down in rags,
Running into the darkness, some hurt bad, some really dying,
At night sometimes it seemed you could hear the whole damn city crying.
Blame it on the lies that killed us,
Blame it on the truth that ran us down,
You can blame it all on me, Terry,
It don’t matter to me now.
When the breakdown hit at midnight there was nothing left to say,
But I hated him and I hated you when you went away.

Laying here in the dark you’re like an angel on my chest,
Just another tramp of hearts crying tears of faithlessness.
Remember all the movies, Terry, we’d go see
Trying to learn how to walk like heroes we thought we had to be?
Well after all this time to find we’re just like all the rest,
Stranded in the park, and forced to confess to
Hiding on the backstreets, hiding on the backstreets
We swore forever friends, on the backstreets until the end.

Annunci

5 thoughts on “Preparazione spirituale, parte II

  1. Intanto: grazie, grazie mille…

    io ancora devo decidere se bruce da il meglio di se quando parla di riscossa o di sconfitta. ma forse è stupido chiederselo: lui sa bene che sono, spesso, – come dimostra in backstreet – sono la stessa cosa…
    grazie di averlo scritto 🙂

    buon concerto penna blu – chissà che non ci conosceremo proprio sotto quel palco 🙂

  2. Caro Roberto, grazie a te! Ci pensavo anche io, sarebbe proprio carino incontrarsi in questa occasione. Purtroppo io lavoro fino alle 5 a Torino quel giorno quindi per non rischiare di rimanere fuori ho dovuto prendere i biglietti numerati. Vederlo da lontano è comunque meglio che non vederlo affatto, mi consolo pensando così…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...