Preparazione spirituale, parte I

Siccome mancano solo undici giorni all’unico (purtroppo) concerto di Springsteen che riuscirò a vedere dal vivo quest’anno, sto portando avanti una intensa preparazione spirituale per assorbire quanto più possibile da questa esperienza.

(Che poi se qualcuno mi volesse bene, ci sono un sacco di altre date in Europa, tipo Dublino, che è pure dopo la fine degli esami. Per dire. Se mai qualcuno mi volesse proprio bene, il mio compleanno è a luglio. Per dire).

Insomma mi sto preparando accompagnando le mie infinite sedute davanti al pc della sala dottorandi con un sottofondo di rock’n’roll che ogni tanto i miei colleghi si girano e mi guardano male perchè sentono l’eco dalle cuffie.

Poi torno a casa la sera verso le undici, che noi quanto a ore di studio non ci facciamo mancare niente, e mi faccio una doccia. All’uscita dalla doccia, appiccicato sull’armadietto del bagno sotto una cartolina del sud della Francia, mi accoglie questo:

Che sì, è esattamente quello che sembra, un giovane Springsteen seminudo. Che dobbiamo rimanere concentrati, le cose bisogna farle per bene.

Finita la doccia, mi metto comoda e leggo. Leggo “Accecati dalla luce” di Gianluca Morozzi, che non è la lettura ideale prima di dormire perchè ci sono dei passaggi che mi fanno ridere a voce alta, da sola, nel cuore della notte. Il titolo del libro è la traduzione del titolo di una canzone di Springsteen (ovviamente – a volte dico certe banalità…), Blinded by the light, primo singolo estratto dal primo album, Greetings from Asbury Park, N.J.

Il Morozzi racconta la vita dello springsteeniano duro e puro, quello che si fa le notti davanti alla rivendita (magari più di una, saltando da un lato all’altro della città) dei biglietti per essere sicuri di non rimanere senza, in quegli idilliaci anni novanta quando i biglietti non si potevano ancora comprare su internet perchè internet non esisteva. Quello che mette i soldi da parte per un paio d’anni per potersi permettere di girare mezza Europa, tappa dopo tappa del tour. Quello che spintona impietosamente in fila ai cancelli per poter arrivare fin sotto le transenne, guardarlo negli occhi un secondo, a Bruce. Beccarsi magari un mezzo sputo, una goccia di sudore, dna del Boss. Quello che gli fa gli appostamenti davanti all’albergo, all’aeroporto, persino davanti alla palestra. Perchè tutti abbiamo bisogno di un idolo, e quale idolo migliore del Boss.

SESSANTADUE anni, vi dico solo questo.

Poi diciamoci la verità. A  parte le cose frivole, che sono anche folcloristiche, ma non rendono del tutto giustizia. Fatemi il santo piacere, imparate un po’ di inglese, leggetevi i testi invece di stare a perdere tempo con certe robe che neanche ho il cuore di nominare. Dice Morozzi:

Magari è vero che i testi di Springsteen, a parte quello sul ragazzo che ha per compleanno una tessera del sindacato e il vestito per sposare la ragazza che ha messo incinta, a parte l’operaio che mentre viene licenziato dice al padrone Un tempo ti ho reso ricco abbastanza da dimenticare il mio nome, a parte il poliziotto che insegue il fratello criminale fino al confine di stato e proprio sul confine si ferma e guarda le luci dell’auto che spariscono in fondo alla strada, a parte l’operaio che ogni mattina si sveglia col fischio della sirena e va nella fabbrica che gli dà la vita rubandogli l’udito, a parte che abbiamo imparato più da un disco di tre minuti di quanto abbiamo imparato a scuola, a parte il poliziotto della guardia di frontiera che si innamora della donna messicana e la aiuta a scappare in California e viene inseguito dal suo migliore amico e i due si fronteggiano mentre la donna scappa nell’arroyo, a parte l’operaio della fonderia che dice quando muoio non voglio un posto in paradiso perchè i lavori del paradiso non li saprei fare e pregherò il diavolo che mi porti nelle fornaci ribollenti dell’inferno (…), a parte Johnny 99 che rimane disoccupato tenta una rapina uccide un uomo viene condannato a novantanove anni di galera e chiede al giudice di condannarlo a morte (…), a parte il reduce del Vietnam che non ha nessun posto dove scappare e nessun posto dove nascondersi, a parte l’altro reduce che si sveglia tremante nel cuore della notte e prega la madre di abbracciarlo e di non spegnere la luce, (…) a parte Billy Sutter che aspetta Le Bin Son nascosto nell’ombra con un coltello in mano mentre la luna scivola dietro le nuvole e la baia è ferma come vetro, a parte la coppia in fuga sulla Highway 29 e lui che si sveglia in un motel dopo aver dormito il sonno dei morti, a parte che amico tu credi che sia olio ma quello è sangue mica olio, a parte che la tua forza era devastante di fronte a tutte quelle avversità, a parte che abbiamo giurato di essere amici per sempre ma dopo tutto questo tempo scopriamo di essere proprio come tutti gli altri, (…) a parte Lena che fa promettere al figlio nero di non correre se incontra un poliziotto e di essere gentile e poi si trova a vegliarne il corpo crivellato da quarantun pallottole, (…) a parte che un sogno che non si avvera è una bugia o qualcosa di peggio, a parte lei che sta sulla veranda con gli occhi pieni d’odio solo per essere venuta al mondo, a parte che saremmo arrivati a prendere tutto e poi avremmo gettato tutto via, (…) a parte che lo so che è tardi ma possiamo farcela se corriamo, a parte che il povero vuole essere ricco e il ricco vuole essere re, e il re non è soddisfatto fino a che non regna su ogni cosa, a parte che un giorno troveremo quel posto dove vogliamo veramente andare e cammineremo nel sole ma fino ad allora vagabondi come noi sono nati per correre, ecco, a parte tutto questo, i testi di Springsteen non sono proprio niente di speciale.

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3 thoughts on “Preparazione spirituale, parte I

  1. Eri al concerto di Milano? Io quando è finito volevo andare subito di corsa a donare il sangue. In qualche modo dobbiamo ricambiare i doni che ci arrivano…

    1. Mi hai fatto scompisciare! Hai ragione, donare il sangue è una buona idea: se lo facessero tutti i fan di Springsteen, sai quanti problemi si risolverebbero? E’ proprio vero che il rock’n’roll può cambiare il mondo.

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