Il paese di tutti

Vi ricordate questo?

Beh, ieri è successo questo.

Fa un certo effetto venire a sapere che il proprio paese è stato sciolto per infiltrazione mafiosa. (Poi io vorrei parlare di libri, ma ne capita sempre una).

Quel che volevo dire su Leinì, riguardo a questa faccenda, l’ho già detto quasi tutto. Ovviamente, qualcuno ha travisato.

La precisazione che vorrei fare è questa: dovremmo cercare di ricordarci che il paese è di tutti ed è il paese di adesso, di oggi, non di un passato idealizzato. Ciò che lo rende speciale sono le persone: dovremmo cercare di ricordarci che il senso e lo scopo del nostro impegno sono le persone. L’impegno ha senso se ci porta avanti, non se ci fa tornare indietro. Ma non è possibile andare avanti se ci si dimentica quello che è successo ieri, o dieci anni fa, o venti. Portiamo nel cuore i nostri ricordi perché ci indicano la strada e perché ai nostri progetti per il futuro vogliamo dare lo stesso sapore di casa che hanno i nostri ricordi.

Mi dispiace per chi non riesce a vederlo.

Sono commossa dalla quantità di messaggi e di commenti che ho ricevuto da quando è iniziata questa brutta faccenda: alcuni sono miei amici ma altre sono persone che appena conosco, qualcuno che mi ferma al mercato, e questo mi fa capire quanto sia diffusa la volontà di riscattarsi dall’immagine di Leinì che è stata costruita negli ultimi tempi. Non siamo un cerchio ristretto, una élite facente capo all’uno o all’altro leader carismatico. Siamo davvero la gente.

E tra i miei ricordi c’è anche questo: mi ricordo le porte che ci sono state chiuse in faccia da chi adesso si proclama paladino della giustizia e tuona contro gli “eroi dell’ultimo minuto” che si convertono alla causa della legalità perché trascinati dall’onda. Ma siccome mia mamma mi ha insegnato che dire “te l’avevo detto” è un po’ antipatico, dirò solo questo: mi dispiace per chi non riesce a vedere quanto è grande il nostro amore e duraturo il nostro impegno. Mi dispiace per chi non riesce a buttare il proprio cuore al di là dei propri ristretti confini.

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