How big was the Big Man

Sgridatemi pure perché sono monotematica, ma oggi festeggiamo l’uscita di “Wrecking Ball”, il nuovo album di Bruce.

Ascoltatelo qui. Vale la pena.

Ho già detto da qualche parte che uno degli aspetti dell’opera del Boss che più mi affascinano è il grandissimo talento per lo storytelling. Raccontare una storia per bene è già difficile per uno scrittore, che ha a disposizione un numero potenzialmente illimitato di parole e di pagine. A raccontare una storia per bene nello spazio di una canzone, come minimo devi avere dei poteri magici. Nelle canzoni di Bruce i personaggi sono così reali e pulsanti che è impossibile non identificarsi.

Eppure, e anche questo l’ho già detto, la magia di quelle canzoni non veniva solo da Bruce. Ci sono dei pezzi di sax che quando li ascolti ti viene da pensare: Ecco, esattamente quello che volevo dire io. Senza parole, attraverso la musica e basta: che è un livello ancora più profondo e universale di narrazione.

 

Allora io nel mio piccolo festeggio l’uscita di “Wrecking Ball” con il consiglio di leggere l’autobiografia di Clarence Clemons, intitolata “Big Man: Storie Vere e Racconti Incredibili”. Il libro alterna la voce di Clarence e quella dell’amico Don Reo, dando così un doppio punto di vista, interno ed esterno, sulla vita di Big Man e l’avventura della E Street Band.

“Letterariamente”, se vogliamo usare questa parola un po’ snob, non è il massimo; la traduzione lascia a desiderare in più punti; alcune delle parti in cui Don si lascia andare a certe manfrine su quanto è figa la vita delle rockstar (COME SE NON LO SAPESSIMO che la vita delle rockstar è figa) sono un tantino noiose, per non dire irritanti. Ma è un perfetto esempio di appassionato stortytelling in pieno stile E Street Band (i miei pezzi preferiti sono l’incontro sulla spiaggia con la madre di Vinnie Lopez e l’aneddoto su De Niro – ma ce ne sono molti altri che meritano davvero). Poi la struttura ad episodi rende il libro estremamente maneggevole, perché si può prendere e lasciare di tanto in tanto senza rischiare di perdere il filo. E poi, mica lo chiamavano “Big Man” per niente; tanto che alcuni giornali hanno commentato l’annuncio dei nuovi sassofonisti per il prossimo tour di Bruce con la frase “Volete sapere quanto era big il Big Man? Così big che per sostituirlo ce ne vogliono due”.

Quindi, se volete leggere un libro che dia quella soddisfazione semplice di quando mangi un cioccolatino ed è veramente buono e ti tira un po’ su di morale (con il valore aggiunto che stiamo parlando della E Street Band, non di un cioccolatino di sottomarca), leggete questo.

E ascoltate Bruce, leggete i testi delle sue canzoni: può solo farvi bene.

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One thought on “How big was the Big Man

  1. Già comprato e ascoltato due volte… solo di oggi. Anche io sarò monotematico, ma trovatemi un altro che a 62 anni tira fuori un simile capolavoro. Attuale, diverso (ma non nei temi trattati) da tutto quello che ha scritto finora. C’è addirittura un accenno di rap… Grande Bruce. Non vedo l’ora di essere a San Siro, il 7 di giugno.

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