Altri posti e altre parole

It’s my world, and I don’t want any other. What it hasn’t got is not worth having, and what it doesn’t know is not worth knowing. Lord! The times we’ve had together! (Kenneth Grahame, The Wind in the Willows)

Altri posti che vorrei esistessero:

5) La valle dei Mumin. Quando ero piccola, la Salani aveva una delle collane per ragazzi più belle in assoluto: Gli Istrici. Avevano la copertina gialla e disegni semplici in copertina. C’erano, ad esempio, tutti i romanzi di Roald Dahl. Ma meglio di tutti, per me, erano i libri di Tove Jansson. Tove Jansson, finlandese, oltre a essere scrittrice era anche pittrice, e illustrava da sè i romanzi per ragazzi che scriveva. Le sue storie hanno il fascino misterioso e un po’ inquietante dei racconti dell’estremo Nord, dove il giorno e la notte possono durare sei mesi ciascuno, dove la magia è viva e presente, dove in seguito alle alluvioni i teatri diventano case galleggianti.

 Se la valle dei Mumin esistesse davvero, nelle sere d’estate che si strascicano lunghe mi siederei sui gradini davanti a casa insieme a Mumin e a Grugnina ad ascoltare Tabacco che suona l’armonica. Credo che Grampasso e Tabacco, a ben vedere, vengano dallo stesso posto anche se uno si copre gli occhi con il cappuccio di un mantello e l’altro con un vecchio cappello a tesa larga. Tutti e due fumano la pipa, viaggiano in lungo e in largo, la sanno più lunga di quanto dicano, e se guardi bene nelle tasche di Grampasso sono quasi sicura che ci trovi una armonica.

6) La Barriera dei Guardiani della Notte. Pensateci bene: è bello sentirsi protetti. Anche se la minaccia da cui devi difenderti è una specie di storia dell’orrore talmente inverosimile da non spaventare più nessuno. Anche se le persone che hanno il compito di proteggerti sono i rifiuti della società, ladri e assassini e delinquenti di vario genere a cui è stata data la scelta tra finire in carcere, farsi tagliare le mani (o in alcuni casi la testa) o “prendere il nero”, il colore della uniforme dei Guardiani della Notte.

Pensate bene anche a questo: è facile essere nobili e buoni e abbastanza coraggiosi da difendere il proprio regno se si è Ned Stark. Ha una bella moglie, una schiera di figli che lo adorano, è il signore di Grande Inverno, ricco e potente eccetera. Nasci già con la stoffa dell’eroe. Il mondo ti ha dato tutto e il minimo che tu possa fare per ricambiare è difenderlo.Ma prova a essere nobile e buono e coraggioso se sei Jon Snow: figlio illegittimo di Ned, la madre non si sa chi sia, Jon cresce a Grande Inverno sotto lo sguardo carico d’odio e gelosia della moglie di Ned. Sempre un passo indietro, per il bastardo non c’è posto alla tavola degli Stark. Oppure prova a essere nobile e (soprattutto) coraggioso se sei Sam Tarly, cacciato di casa e minacciato di morte dal padre perchè codardo, un disonore per la famiglia. O Pyp, ad esempio, finito sulla Barriera per aver rubato un po’ di cibo per sfamare la sorellina. Il punto è che siam tutti bravi a fare gli eroi col sedere coperto, o a difendere le persone che ci hanno trattato bene. I Guardiani della Notte (alcuni, almeno) difendono anche quelli che li hanno trattati male. Quindi vorrei che esistesse un posto come la Barriera non solo perchè è una linea di protezione, ma perchè è una seconda possibilità, l’opportunità di essere qualcosa di più che un figlio illegittimo, un grassone codardo, un ladruncolo. Tutti dovremmo averla, la possibilità di scegliere da quali delle nostre azioni farci definire.

Poi se si ha del tempo da perdere a pensarci, ci sarebbe un milione di posti che sarebbe bello esistessero. Ogni angolo della Terra di Mezzo, ad esempio, e un posto dove entrare attraverso gabinetti magici come il Ministero della Magia. Oppure il Bosco dei Cento Acri. Forse l’unico che veramente manca all’appello è Fantàsia della Storia Infinita, dove spazio e tempo non hanno senso e la fantasia, prerogativa degli umani, è l’unica forza creatrice e capace di dare ordine al mondo. E la chiave di tutto è questa, credo: non sono  mondi reali, non esistono, ma li abbiamo creati noi e nella nostra testa ci possiamo andare tutte le volte che vogliamo. Che cosa si può volere di più?

(Jeannette Woitzik)

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