Songs to say goodbye

Durante una delle mie interminabili peregrinazioni nella Rete, ho incontrato un sito che si intitolava Tiny Mix Tape, ovvero Piccola Compilation. Di quelle come si facevano una volta, con le musicassette a nastro (tape, appunto). Si tratta di un sito che propone compilation a richiesta, per occasioni speciali. Non solo Natale, cene romantiche o feste selvagge sulla spiaggia, ma proprio situazioni specifiche, del tipo: ho offerto un passaggio a casa per Natale al mio compagno di stanza del college che non sopporto, come faccio a sopravvivere per quattrocento chilometri? Oppure: dopo l’ennesimo litigio con il mio capo mi sono licenziato e anche se sono passate due settimane non l’ho ancora detto a mia moglie, che musica mi serve ascoltare per decidermi? E via dicendo. E i tizi del sito ti rispondono dopo un po’ proponendoti un numero variabile di canzoni, o a volte anche solo l’artista (per un viaggio in macchina uno dei suggerimenti era “qualsiasi cosa dei Creedence Clearwater Revival”).
Allora ho pensato, anche io sto per vivere una situazione epocale di cambiamento (mi trasferisco a molti chilometri di distanza da casa a iniziare un nuovo lavoro). Ho bisogno di una Tiny Mix Tape per incorniciarla.
Ho iniziato cercando di scomporre in fattori le cose che sento, per capirle meglio (di solito ho solo un gran casino in testa).

1. Primo, il dubbio. La sensazione di non sapere a che cosa vado incontro, di dovermi buttare alla cieca, sbattuta tra correnti che non so controllare in mezzo a cose che non conosco. L’idea di sentirmi ancora una bambina sotto sotto, di non essere affatto pronta a lasciarmi casa alle spalle. Così ho scelto “Landslide” dei Fleetwood Mac.
Mirror in the sky, what is love? Can the child within my heart rise above?
Can I sail through the changing ocean tide? Can I handle the seasons of my life?
La paura di cambiare, di abbandonare i punti fermi su cui si è ancorata la vita finora – e poi la certezza di essere davvero cresciuta, di essere diventata più coraggiosa.
Well I’ve been afraid of changing ‘cause I built my life around you
but time makes you bolder, even children get older, and I’m getting older too.

2. Secondo, e pienamente contraddittorio, l’impazienza di partire, il desiderio disperato di prendere la vita nelle tue mani, di decidere tu, di provare a te stesso che ce la puoi fare, che l’amore esiste ed è irresistibile e che tutta l’energia che senti dentro può esplodere finalmente. Lo so che sono scontata, ma questa è “Born to Run”.
I gotta find out how it feels, I wanna know if love is wild baby, I wanna know if love is real.
Poi a ben vedere, sembra scontata e non lo è. È solo una di quelle canzoni che sono icone, che ascolti senza sentirle più e il testo di scivola un po’ addosso perché ormai lo sai tutto e ti sembra non ci sia più niente di nuovo. Ma Born to run è tutta una corsa a perdifiato che cresce fino a scoppiare, datemi retta provate ad accendere la radio e riascoltarla pensando alla prima volta che l’avete sentita, alla foga e allo stupore e anche alla rabbia che c’è dentro. Il segreto è solo questo, dimenticare tutte le volte che l’hai ascoltata dopo e concentrarti solo sulla prima. E diventa la canzone più potente che ci sia.
Someday, girl, I don’t know when, we’re gonna get to the place where we really wanna go,
and we’ll walk in the sun
but till then, tramps like us, baby we were born to run.

3. Terzo è quando, con calma, decidi di partire e dentro di te senti che non lo fai perché sei costretto, ma perché tranquillamente sei proprio sicuro di fare così. Anche se ti mette tristezza, anche se devi lasciare indietro persone a cui vuoi bene. Di nuovo Bruce, “Independence Day”.
So say goodbye, it’s Independence Day
Papa, now I know the things you wanted but you could not say
So say goodbye, it’s Independence Day,
All boys must make their way come Independence Day.

4. Quarto è il richiamo, perché io vado via da casa ma vado a costruirne un’altra, e ho già qualcuno che mi aspetta, e mi chiama, e mi guida, e mi rassicura. “Darling pretty”, Mark Knopfler.
Time to come away, darling pretty
time to come away on the changing tide
There will come a day, darling pretty
there will come a day when our hearts can fly
Love will find a way, darling pretty
find that heaven for you and I.

5. Quinto è la nostalgia, la paura di perdere quello che avevo, di non riconoscere più gli amici, di non poter recuperare certe serate, di tornare a casa un giorno e non ritrovare più niente di quello che mi aveva legata qui. Ma casa mia me la porto un po’ dietro, o almeno porto con me quello che l’aveva resa mia. E una parte di me resterà sempre qui. Stratovarius, “Forever”.
I’m still there, everywhere, I’m the dust in the wind
and I’m the stars in the northern sky
I never stayed anywhere, I’m the wind in the trees
Would you wait for me, forever?

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