… just older.

Alcune considerazioni casuali sulla memorabile serata del 17 luglio 2011:

1. La magia esiste e di cognome fa Bon Jovi.

2. Ai concerti rock funziona un po’ come agli esami universitari, o nelle gite del liceo: si fa amicizia con tutti, si parla ride scherza con tutti, anche persone che normalmente ti metterebbero i brividi (ad esempio, il tizio che sembra Mirko dei Beehive invecchiato di vent’anni buoni). Poi a volte invece sei fortunato e incontri il critico musicale più bizzarro del mondo, e la sua groupie. Non li rivedrai mai più, non hai nemmeno capito bene il nome, ma è un po’ di umanità in più che ti è entrata sotto la pelle.

3. L’ultima volta che sono andata a un concerto di un idolo della mia adolescenza, la delusione è stata cocente. Una delusione che non si può dire. Ho sborsato fior di quattrini, fatto la strada fino a Milano e ho atteso ore e ore prima dell’inizio di un concerto il cui momento migliore è stata la band di apertura (Snow Patrol – non gli daresti due lire ma dal vivo valgono la pena). Tornando indietro, e ancor più nelle settimane seguenti, ho messo in discussione un sacco di cose: cd che avevo ascoltato così tanto da consumarli sono stati scalzati dal posto d’onore nel mio cassetto. Avevo pensato: allora la mia adolescenza è proprio finita. Allora, da ragazzina non capivo davvero niente.  Così questa volta temevo davvero. DAVVERO.

4. La vera adolescenza non finisce mai. Le cose che hanno avuto importanza quando avevi quindici anni hanno la stessa importanza adesso, solo in modo diverso. Ma parlano la stessa lingua. E le canzoni sono le stesse. Non le ascolti da quando avevi diciassette o diciotto anni, e sì che di tempo ne è passato – ma ti ricordi tutte le parole a memoria, tutti i testi di quelle canzoni su cui hai imparato l’inglese. La sensazione era esattamente la stessa, come se tra i pomeriggi della quinta ginnasio e domenica scorsa non fosse passata più di una settimana. Non è ancora successo niente di brutto, non hai ancora avuto paura di niente, non sei mai stato disoccupato, il tuo cuore è ancora tutto intero, tutto è assoluto e la musica è l’unica cosa che conta. Questo è quello che io cerco in un concerto. Domenica sera l’ho trovato.

5. Odio gli snob. Quelli che leggono solo libri noiosissimi o incomprensibili perchè piacciono ai critici, quelli che “la musica la devi capire” e quindi deve essere roba faticosa, che in uno stadio non potrebbe mai entrare; quelli per cui “mainstream” è il peggior insulto possibile; quelli che devono essere alternativi e ricercati a tutti i costi. Quelli che scrivendo la recensione del concerto di domenica sera sono stati costretti dalla verità dei fatti a dare un giudizio positivo, eppure lo fanno con l’amaro in bocca, con condiscendenza persino. Sapete che vi dico? Scommetto che non vi siete mai divertiti, e mi dispiace per voi che non avete mai perso la voce a un concerto, impegnati come eravate ad annusarvi la puzza che avete sotto quei nasi adunchi (non so perchè, ma me li immagino così).

6. Alla fine, le canzoni di Bon Jovi mi parlano ancora. Anche se è passato tanto tempo (non avevo nemmeno i cd, erano quasi tutte musicassette), anche se gli anni Ottanta sono finiti da un pezzo, anche se ho incontrato altre persone, anche se a volte mi sembro una persona diversa dalla ragazzina che ascoltava “I’ll be there for you” di nascosto, nelle cuffie, mentre avrebbe dovuto fare la versione di greco, la verità è che sono ancora la stessa e ascolto “I’ll be there for you” di nascosto, nelle cuffie, in ufficio. Sono la stessa persona di allora anche se all’epoca mi vergognavo, sono la stessa persona di allora anche se ho passato questi anni a far finta di no, anche se mi sono nascosta sotto mille strati di mille altre cose. Sono la stessa e sono tanto felice di essermelo ricordato.

7. La mia amica ha detto”Il mio sogno si è realizzato. La mia adolescenza è finita stasera”. No, la mia no. La mia è appena ricominciata, e col botto. It’s not old – just older.

Annunci

6 thoughts on “… just older.

  1. Alcune considerazioni sulla vita: capisci quando una cosa è bella, quando la leggi negli occhi felici degli altri. Potrai non capirla fino in fondo, ma se vedi uno genuinamente divertito, genuinamente emozionato e felice……. allora se felice pure tu, di quella felicità che io reputo essere simile a quella che c’è in paradiso: gioisci perché vedi gli altri intorno che gioiscono, un mega clima natalizio, elevato alla ennesima potenza. Ti lasci contagiare e per una volta tanto sei felice senza chiederti ulteriori perché.

  2. Ciò che non ho mai capito è perché ci si aspetta che uno debba per forza abbandonare l’adolescenza, poi diventare adulto, poi diventare vecchio.
    Ciò che non capisco è perché passare da uno stato all’altro della vita debba per forza significare abbandonare quello precedente, abiurare ciò in cui si è creduto con tutto sé stesso. E quella fastidiosa e ingiusta sensazione di inappropriato e fuori luogo, davanti agli occhi disapprovanti di coloro che si meravigliano di come tu alla tua età non sia ancora “cresciuto”.
    Io, quando morirò, sarò ancora un adolescente. Anche se avrò ottant’anni.

    1. Sono perfettamente d’accordo, e ti ringrazio. Si cresce e si diventa vecchi perchè, materialmente, il tempo va in una direzione sola. Ma la mente e il cuore fanno tutta un’altra strada.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...