Non c’è paragone

Le città sono belle, spesso. Sono indubbiamente comode. Alcune sono piene di storia e di punti di interesse turistico. Hanno servizi migliori. Eccetera.

Ma vivere in un paesino, non c’è paragone. Ci sono delle cose, degli interi sistemi di pensiero che ti perdi proprio, a vivere in città.

Per esempio, prendiamo Torino (che pure è più paese che città): le vie si conoscono con il loro nome. Via Roma, Via Garibaldi, Via Madama Cristina. Corso Inghilterra, ad esempio, e poi tutte quelle vie con le date che nessuno quasi mai sa a che cosa corrispondano. Nel paese dove abito io, è difficile che se uno dice: “ci vediamo all’angolo tra via Vallino e via Bonis”, si sappia dove andare. Si dice: “ci vediamo davanti a Cravero”. Anche se ha chiuso. La Piazza non ha nemmeno bisogno del nome, per antonomasia è quella del comune, anche se ce ne sono altre. Ci vediamo davanti ai vigili, al bar dietro la chiesa, il parco giochi dietro l’asilo, la strada del cimitero, il parrucchiere davanti ai carabinieri. Nemmeno un nome. E funziona perfettamente, non si perde mai nessuno. Come quelle persone che nascono sulla costa, che sanno sempre da che parte è il mare.

Foto associazione culturale "La Barbacana" http://www.labarbacana.it

“Partendosi di là e andando tre giornate verso levante, l’uomo si trova a Diomira, città con sessanta cupole d’argento, statue in bronzo di tutti gli dei, vie lastricate in stagno, un teatro di cristallo, un gallo d’oro che canta ogni mattina su una torre. Tutte queste bellezze il viaggiatore già conosce per averle viste anche in altre città. Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s’accorciano e le lampade multicolori si accendono tutte insieme davanti alle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, gli viene da invidiare quelli che ora pensano d’aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici.”

(I. Calvino, “Le città invisibili”, 1972)

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2 thoughts on “Non c’è paragone

  1. Siamo tutti responsabili, secondo me, non solo un “nemico” esterno che viene a romperci le uova nel paniere. Costruiamo nuove case perchè la gente le compra e ci va ad abitare; costruiamo strade perchè non siamo pù capaci di andare a comprare il latte senza prendere la macchina. La bellezza da qualche parte ci è rimasta, ed è sempre nostra: non riusciamo a vederla perchè siamo impegnati a dare la caccia a chi la nasconde, la sporca, la maschera con i propri interessi criminali (adesso possiamo davvero dirlo) e le proprie vendette personali.

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