Lo spalatore di nuvole, in vacanza


(summerbooks_www.post-gazette.com)

La grande domanda dell’estate: e adesso che cosa leggo? Quando la vacanza è vicina a casa, sai che in caso di necessità c’è sempre la biblioteca o la libreria a portata di mano. Quando vai all’estero, magari in un posto di cui non conosci la lingua, devi pensare a fare spazio in valigia anche per le letture. E devi sceglierle bene, che se non ti piacciono poi è difficile recuperare qualcosa di intelligibile nelle librerie straniere. Io quest’estate leggerò di sicuro, tra gli altri, l’ultimo di Fred Vargas. Tralasciando (altrimenti poi dico cose cattive) tutta la polemica sul caso Battisti. Il titolo, nel suo stile sempre un po’ pittoresco, è “La cavalcata dei morti”.

Non sono mai stata una grande amante del thriller duro e puro, quelle robe alla Lincoln Rhyme dove il detective è praticamente un esperto di tutto, possiede macchinari futuristici e risolve casi al cardiopalma senza mai muoversi dal suo letto. Li trovo, francamente, disonesti. Ho sempre preferito i gialli classici – e infatti la mia lettura da vacanza preferita, estate o inverno, è l’impareggiabile Agatha Christie. Le sue situazioni sono semplici, gli elementi che ti servono per risolvere il caso ce li hai tutti anche tu lettore, e potresti, se solo fossi appena più intelligente, arrivarci anche tu. Poi lei ti frega sempre, ma almeno ti ha messo nelle condizioni di provarci.

Fred Vargas è una cosa ancora diversa. Le atmosfere sono quasi sognanti, quei sogni che fai ogni tanto che non sono proprio incubi ma comunque ti lasciano la sensazione che qualcosa non va. Il protagonista dei romanzi, il commissario Adamsberg, è definito “lo spalatore di nuvole”: altro che esami del DNA, luci fluorescenti che tirano fuori macchie di sangue di dieci anni prima – Adamsberg risolve i suoi casi passeggiando lungo la Senna. Storpia le parole che non sa pronunciare, si lascia abbindolare da vecchie leggende (come nel caso dell’Uomo a rovescio con i lupi mannari, o il fantasma della suora assassina in “Nei boschi eterni”, fino all’ultimo, impagabile “Un luogo incerto” con la leggenda del vampiro di Highgate), lascia e riprende la misteriosa Camille, la donna che ama. E non sbaglia mai.

Per non parlare degli Evangelisti: Marc, Lucien e Matthias, soprannominati rispettivamente san Marco, san Luca e san Matteo – storici di mestiere, detective quando serve. Irriverenti con la storia, divertenti e inverosimili – come l’esperto medievalista che di giorno fa la colf. La passione per la storia, il rigore razionale di Danglard e poi, esattamente contrapposti, il fascino delle antiche leggende e la suggestione del sovrannaturale, da cui Adamsberg si lascia irretire, sono il segno distintivo della Vargas e sono, a parer mio, ciò che distingue i suoi romanzi dagli altri noir, che la fanno scivolare al di là della letteratura di genere da bancarella. Sono gustosi, i libri di Fred Vargas, di quel gusto buono che basta a rendere speciale la più banale delle vacanze.


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4 thoughts on “Lo spalatore di nuvole, in vacanza

  1. Se ti piacciono i gialli ti propongo “La pista di ghiaccio” di Bolano.
    Bolano è un superbo scrittore. Non scriveva gialli, ma amava leggerli.
    Qui c’ha provato. La struttura del giallo viene rivista, per quanto difficile sia pensare che ci siano ancora modi per creare suspance in maniera originale. Editore Sellerio. A mio avviso, è come mettere i soldi in cassaforte.
    Un caro saluto

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