Succhiasangue e sacchi di pulci

Premetto che i licantropi non mi piacciono (tranne che nel gioco “Licantropi e Villani”), quindi non sono una giuria obiettiva. Ma approfitto dell’uscita in libreria della prima lettura che ho fatto per la Sperling per togliermi due sassolini dalla scarpa circa questi sacchi di pulci e succhiasangue assortiti che infestano le librerie da vari anni a questa parte.

Dark Divine è una specie di Twilight in versione lupesca (e meno male, perché l’unica cosa che mi piace di meno dei licantropi sono i vampiri. Io tifavo per van Helsing e non per quella specie di sosia di Bono Vox versione anni Ottanta che cercava di farsi passare per Dracula. E a proposito di van Helsing, qualcuno mi spiega perché il Dr Cox ce l’ha a morte con Hugh Jackman?).

Hugh Jackman nei panni di van Helsing

Certo, Twilight era una novità e una buona parte del suo successo potrebbe essere dovuta a questo (l’altra parte credo sia dovuta a Robert Pattinson). Dark Divine non è niente di inaudito, ma ha un grosso punto a suo favore: ha dei twist. L’autrice ha preso un filone trito e ritrito come l’adolescente che in realtà è una creatura sovrannaturale e si innamora di una compagna di scuola che sembra non essere niente di speciale ma poi invece si scopre che e ha fatto una cosa semplicissima: si è posta delle domande. E se…? Ad esempio: ok il sovrannaturale. Ok il grande incognito circa il destino dell’anima di un essere sovrannaturale (maledettissimo Edward Cullen): salvezza o dannazione? O, secondo la teoria dei fratelli Winchester, una via di mezzo. Prendiamo questo dibattito e se invece di metterlo in testa a un vampiro qualunque, benché avvenente, lo sbattiamo nell’inconscio di una ragazzina che è figlia di un pastore protestante, nata e cresciuta in chiesa? Ha tutto un altro spessore. Detta ragazzina si farà dei viaggi mentali non da poco. Specie se poi le fai scoprire che sia l’innamorato sia un membro della sua stessa famiglia sono licantropi. Dannati o salvati? E che lei stessa (che, bontà sua, si chiama Grace Divine – Grazia Divina) potrebbe dover uccidere, violando il comandamento, commettendo peccato mortale. Dannata o salvata?

Poi la questione religiosa può interessare o meno, ma bisogna ammettere che fa la sua figura. Anche perché l’autrice non diventa mai didascalica e non cerca mai di convertirti, o di dimostrarti per quanti e quali motivi sarebbe meglio essere atei. Ti presenta un conflitto, che poi è quello che dovrebbe fare ogni scrittore degno di questo nome. Il giudizio lo dai tu, lettore.

In questo senso, Philip Pullman è uno scrittore infinitamente migliore – forse il migliore autore per ragazzi vivente – ma nella trilogia Queste Oscure Materie adotta una posizione troppo netta, persino fastidiosa.

Al contrario di Dark Divine, adesso ho un altro manoscritto per le mani che a sua volta pullula di licantropi dai denti acuminati che però, quando la luna non è piena, diventano giovani attraenti e romantici, che a diciotto anni hanno a cuore solo il benessere della propria amata, persino a scapito di sé stessi. Ora, mi viene da chiedere all’autrice (sono sempre donne): ma tu che diciottenni hai conosciuto? Perché quelli che ho conosciuto io in mente avevano due cose e la prima oscillava tra videogiochi e calcio e la seconda ti garantisco che non erano le sorti dell’umanità. Il romanzo è una specie di collage in cui si ravvisano elementi attinti da: Harry Potter, l’onnipresente Twilight, True Blood (sostituire i vampiri con i lupi mannari), One Tree Hill per certi intrecci amorosi a dir poco improbabili. E il protagonista maschile che, nella migliore tradizione culleniana, dice all’amata: me ne vado perché sono pericoloso per te, insomma ti lascio perché ti amo troppo (che è la scusa peggiore mai sentita nella storia dell’umanità, tesoro, se ti lascio è perché non ti amo, se ti amassi davvero imparerei a fare dei sacrifici) e poi cambia idea e dice no non parto, poi dice forse è meglio che parta, ma poi resta, e poi scappa ma forse no. DECIDITI! Ti giuro, non è difficile, le persone normali lo fanno tutti i giorni e non possono neanche trassare con i superpoteri.

Poi certo, per me è facile parlare perché io non scrivo romanzi Young Adult, che scrivere romanzi è un lavoro estremamente difficile. Ma comunque li devo leggere, abbiate pietà di me, fatevi venire delle idee.

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2 thoughts on “Succhiasangue e sacchi di pulci

  1. ahaha, direi che ho letto il tuo commento sul romanzo un po’ in anticipo sui tempi previsti! sappi che ti adoro e (in parte) condivido. e sono contenta che dark divine, in fondo in fondo, abbia un posticino nel tuo cuore da lettrice!
    un bacio.
    f.

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