Tacco 12

Da questo fine settimana ho imparato tre cose:

1) MAI accettare di portare in treno con te la sciabola da cerimonia del tuo fidanzato, anche se te lo chiede con gli occhi dolci, anche se in effetti è uno spasso quando la gente ti guarda stranita come a dire: e pensare che sembrava tanto una brava ragazza…

2) i tacchi più alti di otto centimetri dovrebbero essere vietati dalle Nazioni Unite come cruel and inhuman punishment;

3) l’amico del mio fidanzato è l’incarnazione di Barney Stinson quindi, forse, noi siamo Lily e Marshall. Solo che Lily e Marshall abitano vicini, abitano insieme, nella stessa città da un sacco di anni e noi no. Di noi due, io cambio lavoro e attraverso l’Italia da Ovest a Est per avvicinarmi a lui e per tutta risposta, qualche miles gloriosus dai suoi Alti Comandi ha pensato bene di trasferire il mio fidanzatino cinquecento chilometri più a Sud. Una mia amica vive a Shanghai da un paio di anni; il suo fidanzato ha cercato lavoro là, lo ha trovato, e adesso fra qualche mese si sposano. E poi vanno a vivere a Shanghai. Insieme. Quante migliaia di chilometri di distanza ci sono tra Torino e Shanghai? E loro sono riusciti a ritrovarsi. Noi, noi non riusciamo nemmeno a risolvere cinquecento chilometri, noi siamo condannati a un amore pendolare per almeno altri tre anni.

Insomma, questa stagione di matrimoni si è aperta col botto. In tutti i sensi.

In particolare, il ricevimento di sabato scorso ha avuto tre punti salienti:

1) l’arrivo degli sposi: dal mare. In barca. Accompagnati da un aereo monoposto che eseguiva acrobazie con una scia di fumo stile Freccia (monocolore, bianco come le spose) e lanciava petali di rosa. Giuro.

2) l’intermezzo: un video dei novelli sposi che correvano lungo la spiaggia schizzandosi e baciandosi e rotolandosi sul bagnasciuga (che francamente è bruttino anche nei film di Hollywood).

3) il finale: fuochi d’artificio al momento del taglio della torta. Giuro.

Il bello è che questo era solo il primo: one down, three more to go. Mi toccherà cercare un paio di scarpe più comode: cinquecento chilometri a piedi da qui all’altare, con un tacco 12 sono davvero troppi.

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