Il vento ci guiderà

Ieri andando al lavoro mi è capitato di sentire una canzone che aveva spopolato un po’ di anni fa e che con altrettanta velocità è finita nel dimenticatoio: Le vent nous portera, dei Noir Désir.

E pur essendo una canzone bellissima ci è finita a buon diritto, mi viene da dire. Bertrand Cantat, frontman e voce del gruppo nonchè autore di quasi tutti i testi, nel marzo del 2004 viene condannato a otto anni di carcere da un tribunale lituano per aver causato la morte della propria compagna, Marie Trintignant, durante una lite. Forse, per una volta, il silenzio delle radio è dovuto, più che a fredde logiche di marketing e mode che passano, a una sana indignazione verso la violenza domestica?

Forse no, forse la moda vince comunque. Oppure ha ragione mio papà, e le canzoni di uno che ha ucciso la compagna andrebbero cancellate dai dischi, per una specie di punizione, per impedire che ci guadagni sopra.

La violenza domestica è la più subdola di tutte. Un omicidio su quattro in Italia avviene tra le mura di casa; sette vittime su dieci sono donne. In media, il trenta per cento delle donne italiane ha subito violenze: fisiche, sessuali, psicologiche. Almeno la metà degli uomini che commettono abusi nei confronti delle donne sono violenti anche nei confronti dei bambini. Secondo una stima statunitenze, ogni nove secondi nel mondo una donna è vittima di violenza. E le stime sono del tutto approssimative: sono pochissime le donne che hanno la forza di denunciare il compagno, il marito, il padre. Qualcuno che si finge nostro amico, che dice di essere innamorato di noi. Nessuna scusa, nessuna giustificazione può autorizzare l’amore a trasformarsi in violenza, in minaccia, in abuso. Di nessun genere.

Essere persone violente non significa non essere artisti geniali o di successo. Riconoscere la violenza non vuol necessariamente dire rinnegare l’arte. Ma bisogna avere l’accortezza di distinguere. Per questo non ho smesso di ascoltare Le vent nous portera: al contrario, credo dovrebbe diventare un simbolo di attenzione e impegno, dovremmo ascoltarla perchè ci aiuti a ricordare che un crimine tra i più odiosi si nasconde troppo spesso dietro a una bella faccia – bella come una canzone, bella come un libro.

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