Obama vs. Osama

Ho due ricordi legati a bin Laden. Il primo è quello del secondo aereo che entra nella torre, e il grido della giornalista della CNN che stava commentando le immagini in diretta. Certo non è esattamente legato a bin Laden in sè, perchè in quel momento non si capiva ancora esattamente che cosa stesse succedendo (mio papà aveva telefonato dicendo di accendere la tv perchè c’era stato un “incidente” a New York. Poi dopo dieci minuti ha richiamato dicendo che non era un incidente, stavano bombardando New York, e che era scoppiata la guerra). Il nome di bin Laden è arrivato qualche ora più tardi, forse qualche giorno, quando allo shock e alla confusione dei primi momenti iniziava a sostituirsi la rabbia, il calcolo feroce del numero delle vittime.

Mi ricordo il 6 ottobre 2001, in oratorio c’erano i tornei sportivi e io ero andata con le mie amiche a vedere i ragazzi più grandi giocare a basket. Tornando a casa avevo sentito al tg che era scaduto l’ultimatum lanciato da Bush ai talebani per la consegna di bin Laden, e che gli Stati Uniti avrebbero iniziato la guerra contro l’Afghanistan. Io l’Afghanistan nemmeno avrei saputo trovarlo su una cartina, ma mi immaginavo i ragazzi che giocavano a basket in oratorio vestiti da soldati e costretti a partire e a combattere. Non potevo ancora saperlo ma non avevo sbagliato di molto: il fratello di uno di loro è soldato, oggi, e il mio fidanzato è tornato dall’Afghanistan poco più di un anno fa.

Il secondo ricordo è di un professore universitario, ordinario di diritto internazionale. Avevamo organizzato una conferenza sulla ricostruzione post-bellica in Afghanistan, e avevamo invitato a cena i relatori, in piazza Carlina, una sera di fine maggio. Il professore ha appoggiato un gomito sul tavolo con aria quasi languida e si è rivolto ai due militari seduti rispettivamente di fianco e di fronte a lui (un capitano e un colonnello, impiegati al Centro Studi Post-Conflict Operations di Torino, quindi mica due che non ne capiscono niente). Li ha guardati intensamente e ha detto: “Colonnello, ma lei che in Afghanistan ci è stato, mi dica: lo prenderanno, Obama bin Laden?”.

E’ vero che il cognome del Presidente USA, come suggerito da qualcuno, invita al gioco di parole. Ma un professore di diritto internazionale forse a certe cose dovrebbe fare attenzione. Specie davanti ai pezzi grossi (che, con militaresca eleganza, hanno fatto finta di niente e hanno risparmiato al professore una bella umiliazione).

Io non ho di certo l’autorità per dirlo, ma non credo che la morte di bin Laden cambi qualcosa, al di là dell’ovvio – e fortissimo – significato simbolico. Al Qaeda non è così gerarchizzata da soffrire più di tanto della morte del suo leader. Forse, l’impatto strategico sarebbe stato maggiore se fosse stato catturato prima. Ma dopo dieci anni, Al Qaeda si è sparpagliata, e dove ha trovato terreno fertile per radicarsi continuerà a lavorare anche senza bin Laden. Il discorso di Obama, pur se commovente nel richiamo al senso di unità (che a noi manca così tanto), sbaglia a dire “giustizia è stata fatta”. Non è davvero questa la giustizia: annientare il nemico non mi restituisce quello che ho perso.

 “Obama 1 Osama 0” recitava un cartello tra la gioia degli americani che appena avuta la notizia si sono riversati in strada. In realtà Obama non ha ancora vinto: la guerra in Afghanistan, che è nata come guerra al terrorismo, sopravvivrà alla morte dell’uomo che l’ha istigata. Ed è una guerra tutt’altro che vinta.

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3 thoughts on “Obama vs. Osama

  1. Daccordo su quasi tutta la linea, però il punteggio è 1 a 1 (11 settembre-morte bin laden) o forse 2 a 2 (11 settembre, Iraq prima fase – Iraq seconda fase morte bin laden) ad ogni modo la conta non ha peso, credo che però qualcosa di molto importante sia cambiato, ne avremo contezza solo tra qualche anno, ma ho idea che la dimensione globale del terrorismo sia finita; forse è finita già 3-4 anni fa oppure finirà definitivamente tra 3-4 anni, però la morte di Osama ne è cmq un passaggio fondamentale. Credo che i nostri figli leggeranno sui libri di storia contemporanea qualcosa del tipo: <> oppure <>. Ai posteri l’ardua sentenza.

  2. La fase del terrorismo globale è durata dall’11 settembre 2001 al 1 maggio 2011

    oppure

    La Prima Guerra Globale si è combattuta tra l’11 settembre 2001 e il 1 maggio 2011

  3. Sono perfettamente d’accordo con le tue conclusioni “non credo che la morte di bin Laden cambi qualcosa, al di là dell’ovvio – e fortissimo – significato simbolico. ” Se hai voglia, leggi il mio ultimo blog sullo stesso argomento…ad ogni modo, mi piace molto la prima parte del tuo articolo che dà una nota personale all’avvenimento. Io mi ricordo distintamente della telefonata ricevuta con voce tremante quell’11 Settembre in cui mi veniva detto di guardare subito la tv e il mio shock quando ho visto quelle immagini, impossibili da dimenticare.

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