La gente che non sa stare zitta.

Da piccola, ero una gran secchiona. (In parte, anche da grande).

Hermione Granger

Alle medie, in particolare, ero quella noiosona che prendeva sempre voti alti, specialmente nelle materie umanistiche (si possono chiamare materie umanistiche anche quelle delle medie?). Ero Hermione, solo che non ero nè così bella nè così simpatica, e soprattutto non così coraggiosa.

Un giorno, ho preso un’insufficienza. La prima della mia vita, in assoluto, e forse l’unica, alle medie. (Ovviamente, studiando greco e trigonometria al liceo, le insufficienze si sono moltiplicate negli anni). Ma alle medie, no. Ero la studentessa modello. Come potevo aver preso una insufficienza? Non “scarso”, non “appena sufficiente”. Insufficiente, scritto ordinatamente in cima al foglio con la penna rossa e la firma della prof  subito sotto.

La prima cosa ovviamente è l’umiliazione. Il senso bruciante di sconfitta e la vergogna che altri lo sappiano e possano pensare che, per quel voto basso, vali di meno. A tredici anni se l’unica cosa che sai fare è studiare non è facile gestire le insufficienze. Sono una lettera scarlatta (specie se i voti si danno in lettere e non in numero), un marchio d’infamia: non sei più una secchiona, con un’insufficienza – non sei nessuno.

La seconda cosa sono i genitori. Perchè ogni adolescente ha pensato almeno una volta: e adesso come lo dico ai miei?

Il destino volle che quel giorno, invece di finire le lezioni all’una, avessi il rientro pomeridiano. Così, ho avuto tre ore e mezza in più per pensare a “come dirlo ai miei”. E ci ho pensato. Tanto. Ero così secchiona e così umiliata che ho pensato a poco altro per tutto il giorno.

Poi, la scuola è finita e sono tornata. Non nell’intimità della mia casetta, no: in negozio da mia mamma. Perchè mia mamma ha avuto la balzana idea di fare la commerciante. Encomiabile scelta di carriera in sè e per sè, ma per me significava che tutti, in paese, mi conoscevano e tutti, in paese, si sentivano autorizzati a riportare ogni mio comportamento in negozio da mia mamma. In negozio non c’è privacy, esiste solo la dimensione pubblica. Avrei potuto tornare a casa invece che andare in negozio, ma l’attesa mi aveva consumata: meglio confessare l’insufficienza subito e chiuderla lì.

Ma il destino non fa altro che punire i poveri studenti delle medie, come se le medie in sè non fossero punizione adeguata e sufficiente. Appena messo piede in negozio, con la nuvola di tabacco e profumi costosi mischiati nell’aria, mia mamma ha detto: ” Ma è vero che hai preso un’insufficienza?”.

Perchè una mia compagna di classe era tornata a casa, non avendo il rientro, e lo aveva raccontato ai suoi. “Mamma, ho preso insufficiente, ma sono andati tutti male, ha preso insuff anche lei“. Perchè alle medie si fa così. Poi alcuni crescono, e altri rimangono fermi lì. Tipo: la mamma di quella mia compagna, è rimasta ferma lì. Perchè poi è andata in negozio da mia mamma e glielo ha raccontato. Tua figlia ha preso insufficiente oggi. Non lo sapevi? No, mia figlia è ancora a scuola. I cellulari non esistono. Peccato, andrebbero inventati.

Così io sono rimasta sagrinata, come si dice da noi, tutto il santo giorno a cuocere nel mio brodo di mortificazione e avvilimento e autoflagellazione e poi non ho nemmeno avuto la soddisfazione di essere io a dirlo ai miei genitori, perchè qualcun altro ha pensato bene di mettersi in mezzo. Poi io sono perfida e le cose me le attacco al dito. Ma la gente dovrebbe imparare che ci sono dei posti in cui non si deve entrare. Ci sono piccoli traumi adolescenziali che l’adolescente in questione deve affrontare da solo, o al massimo con i genitori. E basta.

Chuck Palahniuk, che anche se i suoi libri non mi piacciono è uno scrittore degno del nome, ha scritto che forse non si va all’inferno per le cose che si fanno. Forse si va all’inferno per le cose che non si fanno. Tipo stare zitti.

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One thought on “La gente che non sa stare zitta.

  1. “Ma la gente dovrebbe imparare che ci sono dei posti in cui non si deve entrare. ”
    non lo capiranno mai…. uno spera sempre.. ma poi ci sbatte comunque il grugno…

    però la perfidia spesso aiuta 😉

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